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Mozione PD/FLI sulle rinnovabili PDF Stampa E-mail
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Lunedì 14 Marzo 2011 13:52

Mercoledì sarà in votazione alla camera la mozione presentata da PD e FLI sul decreto che in questi giorni h affossato le rinnovabili.

Dai lanci ANSA si apprende che la maggioranza era contraria al dibattito, ma approfittando delle quote a disposizione delle opposizioni è comunque stato canlendarizzato il dibattito e la votazione sulla mozione che impegnerebbe il governo a salvare gli investimenti fatti per il 2011 in base ai precedenti incentivi, dando un respiro ad un settore affossato per decreto.

Le motivazioni dei proponenti, a nostro avviso condivisibili, sono che le imprese di questo settore hanno subito una batosta tale da non potersi permettere di aspettare il 30 aprile per vedere i nuovi regimi. Come non essere d'accordo?


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GRANDE FOLLA A MANIFESTAZIONE PRO RINNOVABILI: SALVATECI PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Marzo 2011 16:26

(DIRE) Roma, 10 mar. - Grandissima e preoccupata partecipazione alla manifestazione organizzata dalle associazioni di produttori di energia da fonti rinnovabili al teatro Quirino di Roma. La sala e' stipata in ogni ordine di posto, con moltissime persone in piedi. Saranno almeno mille, spiegano gli organizzatori, ma altrettante sono in strada, fuori dal teatro, in una via ormai piena di gente nella quale e' pressoche' impossibile transitare.

Si tratta, soprattutto, di imprenditori del settore e di occupati, tantissimi e molto preoccupati per il loro futuro. All'interno del teatro, in platea, ad ascoltare gli interventi che chiedono una revisione del decreto legislativo che interviene sugli incentivi alle rinnovabili, anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il suo vice Dario Franceschini e il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, oltre a parlamentari impegnati nel settore ambientale come i democratici Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

La richiesta e' unica: modificare il Dlgs rinnovabili che "cosi' come attualmente formulato blocchera' lo sviluppo del settore delle rinnovabili" provocando "un duro colpo all'economia nazionale gia' fortemente in crisi". Il cartello di associazioni (Anev, Assosolare, Assoenergiefuture, Aper, Givi e Iises) denuncia che "il sistema bancario ha gia' annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti e molte aziende si ritrovano improvvisamente con i loro investimenti a rischio, circostanza che coinvolge decine di migliaia di posti di lavoro".

Infatti, le facce che si vedono oggi al teatro Quirino sono quelle di operai e lavoratori decisamente preoccupati per il proprio futuro. 'Cento cinquanta famiglie senza lavoro, grazie ministro Romani' '+ fotovoltaico - bunga bunga + lavoro' 'Vogliamo il sole non chiediamo la luna' recitano gli striscioni

esposti nella sala del Quirino. Intanto, a seguire i lavori ci sono anche 150 mila persone collegate alla pagina facebook dell'evento.

 


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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 16:31
 
Manifestazione di protesta al teatro Quirino a Roma PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 09 Marzo 2011 08:00

Il prossimo giovedì 10 marzo a Roma presso il teatro Quirino (via Delle Vergini 7) alle ore 10.00, le principali associazioni del settore dell’energia rinnovabile (APER, Assosolare, ANEV, ssoEnergie Future,GIFI/ANIE, ISES ITALIA) incontrano i rappresentanti dei media per illustrare gli effetti immediati del decreto rinnovabili, che già da oggi mette in pericolo 120.000  posti di lavoro e un settore fatto di 10.000 giovani aziende, e per comunicare una posizione comune sulle proposte di modifica al decreto, sugli obiettivi per le rinnovabili e per  rilanciare una collaborazione paritaria tra il governo e l’industria per una legislazione finalizzata alla reale promozione delle rinnovabili in Italia che dia certezze nel lungo periodo.

Sono previsti gli interventi delle Associazioni firmatarie e la presentazione di best practice da parte di imprenditori della green economy da tutta Italia, del settore bancario, alla presenza delle associazioni ambientaliste: Greenpeace, Legambiente, WWF, Fondazione Sviluppo Sostenibile e Kyoto Club e di numerosi rappresentanti politici dei diversi schieramenti.

Oltre alla stampa sono invitati i rappresentati di tutte le aziende, a qualsiasi titolo coinvolte nel mondo fotovoltaico Italiano che potranno portare ed illustrare le loro esperienze, le  loro difficoltà indotte da questo decreto e le loro legittime rimostranze.

 


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Marzo 2011 08:53
 
Fine degli incentivi per il fotovoltaico? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 01 Marzo 2011 08:31

Oggi il governo dovrebbe presentare in CdM un DL che decreterà la morte del fotovoltaico, se non modificato. Il DL di fatto blocca gli incentivi al raggiungimento degli 8000MW/a, quindi senza certezza di finanziamento tutti correranno per presentare le domande prima possibile con enormi colli di bottiglia nei primi giorni di ogni anno e, grazie all'incertezza del finanziamento, le banche non finanzieranno più e così via. Sono circolate molte voci che vorrei chiarire, per ora il Dl colpisce solo il fotovoltaico e non in maniera retroattiva. Nonostante tutto però questa piccola modifica ucciderà il mercato, uno dei pochi floridi in questi anni in Italia che danno lavoro decine di migliaia di persone (si stima oltre 120.000 diretti nel solo fotovoltaico, ma quanto rallenteranno per effetto "paura" gli altri settori?).

Stiamo quindi all'erta e inviamo quanto di seguito a tutti i nostri indirizzari, diamo massima diffusione a questa notizia e facciamoci sentire ovunque.

Inviate la lettera seguente via mail o fax agli indirizzi di seguito:

 

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o via fax:

 

Presidenza del Consiglio dei Ministri: 06 67793067
Ministero dello Sviluppo economico: 06.47887964
Ministero dell'Ambiente: 0657288513
Ministero del Lavoro: 064821207

 

 

Oggetto: Senza lavoro per decreto 15.000
On. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Ministro dello Sviluppo Economico
On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare
On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
p { margin-bottom: 0.21cm; }

In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa  altre 100.000 persone sarà colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.
Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.

A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 120.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico, e 160 mila famiglie italiane che non potranno diventare indipendenti sul piano energetico

In queste condizioni  un'industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?

Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.
La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

I cittadini e le imprese, confidano nel senso di responsabilità del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche.

Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell'incertezza."

 


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Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2011 10:56
 
Wwf: «La morte delle tortore causata da sostanza tossica nei semi di girasole» PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 13 Gennaio 2011 16:45

Le analisi dell'istituto zooprofilattico di Lugo hanno individuato un virus non pericoloso per l'uomo in un campione delle carcasse di tortore trovate nella zona del casello autostradale a Faenza ma ora il Wwf sostiene che la morte potrebbe essere dovuta a una sostanza tossica sui semi di girasole stoccati nel piazzale dell'oleificio presente in zona. Le analisi richieste dal Wwf di Faenza sono state eseguite dal professor Mauro Delogu dell'università di Bologna.

I primi risultati delle analisi sono stati riportati dalla stampa locale. Vale la pena ricordare anche quanto sostiene Lipu (lega italiana protezione uccelli) che segnala che le cataste dei semi di girasole sarebbero state scoperte dai teloni proprio nei giorni in cui è cominciata la morìa dei volatili.


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